Maskne: cos’è, come prevenirla e come curarla. Rimedi Utili

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Maskne: un termine nuovo con cui purtroppo molti di noi abbiamo fatto conoscenza. Ecco come prevenire e curare i fastidiosi brufoli causato dalle mascherine per la protezione dal covid-19.

Maskne: cos’è, come prevenirla e come curarla. Rimedi Utili
Maskne: cos’è, come prevenirla e come curarla. Rimedi Utili

Maskne è una parola macedonia nata dalla crasi tra “mascherina” e “acne”. Se portare la mascherina è un dovere civico per sé stessi e gli altri, purtroppo dall’altro lato tocca fare i conti con imperfezioni, brufoletti e cambiamenti nella grana della pelle. Nessuna paura!

L’acne da mascherina può essere efficacemente combattuta con semplici rimedi, ma soprattutto possiamo prevenirla con qualche accorgimento e cambiamento nella nostra skin care routine.

Acne da mascherina: come si manifesta

La maskne colpisce soprattutto chi è costretto a indossare la mascherina più ore al giorno e chi ha la pelle sensibile. Non si tratta, naturalmente, di vera e propria acne, ma l’espressione rende bene l’idea di ciò che succede: brufoli, foruncoli, punti neri, arrossamenti, brufoli infiammati localizzati soprattutto sul mento, sulle guance e intorno alle labbra.

Chi ha la pelle più reattiva può notare rush cutanei e prurito, o l’esacerbazione di pregresse problematiche quali dermatite seborroica, dermatite allergica da contatto, dermatite da irritazione e rosacea.

Particolarmente soggetto alla maskne è il personale sanitario; uno studio pubblicato sul Journal of American Academy of Dermatology ha dimostrato che coloro che usano per più di otto ore consecutive al giorno la mascherina manifestano spesso gonfiore e dolore, eritema e desquamazione, papule, prurito e pelle secca. L’utilizzo prolungato della mascherina coinvolge inoltre il ponte nasale, una delle zone più irritazione più diffuse (come del resto hanno dimostrato molte foto di operatori sanitari che abbiamo visto negli ultimi mesi a causa del covid-19).

Le cause della maskne

Fabio Rinaldi, specialista dermatologo e direttore scientifico del progetto di ricerca HMAP specializzato nello studio del microbioma della pelle e del cuoio capelluto, ha dichiarato che il fenomeno ha un fondamento scientifico: “una mascherina indossata perfettamente non lascia traspirare bene la pelle. Notiamo, infatti, che la pelle comincia a sudare attivando un processo che causa l’infiammazione del follicolo pilifero con una irritazione che può diventare più profonda”.

Proliferazione batterica e umidità

In sostanza, la copertura di parte del volto con la mascherina, soprattutto quando le temperature esterne solo alte, cambia il microbiota della pelle, ossia quel sistema batterico che mantiene e gestisce la salute dell’epidermide. L’alterazione del microbiota causa la disbiosi e la proliferazione batterica, con conseguente comparsa della follicolite.

Semplificando ancora, l’occlusione consente a sebo, sporco e germi di accumularsi, dato ancora più grave se sono presenti lesioni sull’epidermide; i danni della mancata ossigenazione sono riscontrabili soprattutto a chi ha la pelle grassa, e produce quindi già in condizioni “normali” un’eccessiva quantità di sebo.

Si noti anche che, respirando con la mascherina, gran pare del vapore acqueo prodotto dall’espirazione rimane “intrappolato”: ciò causa un’alterazione del pH e, in generale, dell’ambiente esterno, con conseguenze quali labbra screpolate (cheilite angolare) e dermatite periorale.

Sfregamento e attrito

A ciò si aggiunga anche l’azione meccanica data dallo sfregamento della mascherina sulla pelle, inevitabile se la si indossa correttamente, e a prescindere dal modello di dispositivo che si indossa.

Certamente le mascherine chirurgiche, così come le FFP2 e FFP3, hanno spesso texture grezze, che rischiano di irritare gli strati superficiali della pelle; ecco spiegato il boom di mascherine in cotone lavabili, che dall’altro lato possono però provocare secchezza.

A questo proposito, suggeriamo di non lavarle a mano nonostante questo metodo sia in teoria valido: il risciacquo a mano non è accurato come quello in lavatrice, ed eventuali residui di detersivi e ammorbidenti possono causare allergie e irritazioni.

Come curare la maskne?

Continuando a indossare la mascherina ma modificando i prodotti per il viso e la skin care routine.

Innanzitutto, soprattutto se si è in presenza di punti neri, la prima reazione istintiva è, comprensibilmente, quella di effettuare scrub e maschere purificanti: niente di più sbagliato!

La pelle con acne da mascherina si trova in uno stato di particolare delicatezza, e dunque è opportuno limitare al minimo, quando non sospendere, trattamenti di questo genere. Al limite, si può optare per una maschera a base di argilla bianca, non più di una volta a settimana. Lo stesso vale per peeling chimici, che rinnovano sì lo strato cellulare superficiale ma rischiano di risultare aggressivi per la cute in sofferenza. La regola è: non stressare una pelle già provata!

Altra tentazione cui bisogna non cedere è quella di utilizzare il tea tree oil puro sulle imperfezioni: piuttosto, meglio utilizzare un detergente e una crema a base di tea tree oil (come questo prodotto) o altri ingredienti naturali ad azione antinfiammatoria. In alternativa, puoi aggiungere due o tre gocce di tea tree oil (come questo prodotto) o olio essenziale di timo (come questo prodotto) a un cucchiaio di gel puro di aloe vera (come questo prodotto), e lasciare il composto in posa per 10 minuti.

E a proposito di ingredienti naturali, è essenziale sospendere l’utilizzo di tonici viso con alcool e profumi, tutte sostanze che andrebbero ulteriormente a peggiorare il problema. Piuttosto, meglio optare per i classici cerotti anti-brufoli (si trovano da banco in qualunque farmacia) nel caso di eruzioni importanti, che al contempo sfiammano proteggono l’epidermide dallo sfregamento. Se la pelle è molto infiammata, utilizza per qualche giorno una garza sterilizzata tra il viso e la mascherina per ridurre l’attrito.

Un altro piccolo sacrificio riguarda il make-up: se si è interessate da uno sfogo di maskne, meglio lasciare nel cassetto fondotinta e correttori, onde evitare un’ulteriore ostruzione dei pori.

Mentre i rush cutanei sono in corso d’essere, opta per detergenti e creme ad azione lenitiva e indicati per pelli sensibili, massaggiando il viso con delicati movimenti circolari. Da utilizzare sono sieri e creme a base di acido azelaico (come questa), acido ialuronico (come questa) o acido salicilico (come questa), quest’ultimo a bassa concentrazione, specialmente per chi ha la pelle grassa; le texture da preferire sono leggere, in gel o crema a rapido assorbimento.

Questo è valido in linea di massima, ma per una consulenza personalizzata e un trattamento ad hoc è sempre preferibile rivolgersi al proprio dermatologo.

Prevenire l’acne da mascherina: suggerimenti e consigli

Delle mascherine, naturalmente, non possiamo ancora farne a meno: il rapporto costi/benefici propende senza dubbio verso l’adozione dei dispositivi di protezione, ma dobbiamo imparare ad ascoltare i bisogni della pelle e trattarla con particolare cura.

Per prevenire la maskne occorre avere qualche accortezza nella propria beauty routine, come lavare il viso, se possibile, ogni 4 o 5 ore, sempre utilizzando prodotti delicati. In questo modo si rimuovono con regolarità sebo, sudore e germi, e si eliminerà il problema dell’ostruzione dei pori. L’ideale sarebbe prendersi una pausa dalla mascherina a intervalli regolari, e approfittarne per la detersione, in modo da consentire all’epidermide la naturale traspirazione.

Per quanto riguarda la crema, vale quanto detto sopra a proposito della cura, e lo conferma la dermatologa Angeline Yong: “evitare creme per la cura della pelle spesse e occlusive. Dico sempre ai miei pazienti di optare per prodotti più leggeri a base d’acqua sotto la maschera … un idratante leggero può anche fungere da barriera protettiva aggiuntiva e prevenire sfregamenti”.

È inoltre utile sostituire il proprio tonico abituale con un’acqua termale (come questa), che addolcisce e calma la pelle; soprattutto in estate, le acque termali rinfrescano e danno sollievo, e peraltro sono arricchite con sostanze antinfiammatorie in grado di lenire la pelle già alla prima sofferenza.

Un’ultima nota riguarda l’alimentazione, ed è una valida indicazione per chi ha la pelle grassa o mista. Per limitare la produzione di sebo ed evitare l’infiammazione della ghiandola sebacea, infatti, occorrerebbe limitare drasticamente il consumo di alimenti grassi, quali ad esempio latte e derivati, zuccheri, nonché bevande alcoliche.

Maskne e dispositivi di protezione: quali scegliere?

La maskne può essere spesso causata da alcune cattive abitudini in fatto di scelta e manutenzione delle mascherine; abbiamo già detto di lavarle in lavatrice, ma occorre specificare che sì, bisogna proprio lavarle dopo ogni utilizzo.

Allo stesso modo, le mascherine chirurgiche sono monouso, ripetiamo, monouso: si usano e si gettano, nonostante, comprendiamo, possa sembrare uno spreco. In effetti in molti hanno adottato l’abitudine di nebulizzare sul lato esterno un disinfettante spray: questi prodotti contengono quantità elevatissime di alcool e altre sostanze che, per forza di cose, vengono poi trasferite sulla pelle, concorrendo all’insorgere dell’acne da mascherina.

Dopo queste basilari norme igieniche che però fanno la differenza, ci si può a questo punto chiedere quali sdiano le migliori mascherine per ridurre il pericolo della maskne. Non esiste una risposta universale, perché si tratta di scegliere il compromesso con cui ci si sente più a proprio agio.

Innegabilmente le FFP2 e FFP3 sono in grado di proteggerci dal virus SARS-CoV-2 più efficacemente di quanto non facciano le chirurgiche o quelle in tessuto lavabile; dall’altro lato della medaglia, però, quei dispositivi di protezione bloccano maggiormente la traspirazione della pelle in quanto costruiti a più strati.

Si capisce quanto la scelta sia strettamente personale, e anche in questo caso una consulenza con un dermatologo può aiutare a muoversi nella maniera migliore.