Artrite reumatoide: che cos’è, cause, sintomi e come curarla

Una delle patologie di cui si sente parlare molto negli ultimi anni è l’artrite reumatoide, un tipo di patologia delle ossa che è degenerativa e molto invalidante. Non tutti sanno nello specifico di cosa si tratti, e nel nostro articolo entreremo nel dettaglio per saperne di più.

Artrite reumatoide: che cos'è, cause, sintomi e come curarla

Cos’è l’Artrite Reumatoide

L’Artrite Reumatoide è una patologia seria di carattere infiammatorio, che si definisce cronica sistemica e che va ad interessare nello specifico le articolazioni, sia quelle piccole che quelle grandi.

Una volta che vengono colpite da questa malattia, le articolazioni diventano dolenti, tumefatte e con il passare del tempo saranno interessate da deformazioni. In alcuni casi tale patologia può anche interessare altri organi e apparati, tra questi i polmoni, gli occhi, la cute, le sierose e i vasi. Pochi sanno che esistono anche due varianti rare di Artrite Reumatoide, ecco quali sono:

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  • Morbo di Felty, il quale si presenta con l’ingrossamento della milza, la riduzione dei granulociti neutrofili all’emocromo e infine, anche febbre.
  • Sindrome di Kaplan, che si presenta con una pneumoconiosi polmonare.

Per quanto riguarda l’eziologia della malattia, gli studi condotti negli anni sulla sua manifestazione hanno mostrato che è più frequente nelle donne, e soprattutto quelle che hanno un’età compresa tra i 40 e i 50 anni. Si parla a livello di casi di un 1 percento della popolazione generale adulta, e si è potuto constatare il verificarsi di casi di familiarità. In linea di massima però, stando a quello che ci dicono gli esperti, l’Artrite Reumatoide è ad oggi una malattia sporadica.

Cause dell’Artrite Reumatoide

Trattandosi di una malattia che si definisce multifattoriale, l’Artrite Reumatoide non ha una sola causa che possa scatenarla, ma la presenza di più cause.

Gli studiosi che da tempo lavorano per trovare più informazioni possibili su questa patologia, riconoscono una predisposizione genetica, e la presenza di alcune infezioni virali, come elementi che giocano un ruolo fondamentale nella comparsa dell’Artrite Reumatoide.

Tra i vari fattori di rischio che sono stati associati all’Artrite Reumatoide c’è anche il fumo.

Come si sviluppa l’Artrite Reumatoide

L’Artrite Reumatoide si sviluppa quando un determinato soggetto risulta geneticamente predisposto a contrarla, e la sua comparsa avviene generalmente in seguito ad un evento scatenante che ha solitamente causa ambientale, e questo va ad attivare una risposta auto-immune nella persona in questione. Questo porta ovviamente ad una attivazione di fatto anomala del sistema immunitario, la quale va ad agire in maniera pesante e negativa sulle articolazioni, causando un’infiammazione cronica e quindi un forte danno articolare.

Tra i vari fattori ambientali che possono portare alla malattia vi sono anche alcuni tipi di infezioni virali, ecco quali:

  • Human Herpes Virus 6;
  • Epstein-Barr Virus;
  • Stress;
  • Cattiva igiene orale;
  • Fumo di tabacco.

Alcuni studi recenti hanno cercato di dare una risposta alla carenza di Vitamina D (qui un buon integratore di vitamina d) nei pazienti affenti da Artrite Reumatoide. Ancora non si è compreso se si tratti di un possibile fattore di rischio (che sarebbe una cosa importante in termini di prevenzione), oppure una conseguenza della malattia.

Sintomi della presenza di Artrite Reumatoide

I sintomi dell’Artrite Reumatoide sono vari, e questo spesso rende complessa una diagnosi immediata, in quanto molti di essi sono spesso riconducibili ad altre tipologie di malattia.

I sintomi che si manifestano a chi è affetto da questa patologia possono anche includere dolore, gonfiore e una delle caratteristiche principali di questa malattia è la rigidità articolare.

Si è potuto appurare negli ultimi anni che si tratta di una sintomatologia presente principalmente al mattino o comunque dopo che si è stati fermi a riposo per un periodo più o meno lunghi.

Tra i sintomi che possono nascondere la malattia ci sono anche una facile affaticabilità, un malessere generale, e infine, astenia.

Quello che si può evincere da questo primo quadro della sintomatologia, è che soprattutto nelle prime fasi della malattia diagnosticarla non è certo facile, soprattutto per il fatto di non avere a disposizione esami specifici che aiutino a riconoscere immediatamente la malattia. Esistono però quelli che sono conosciuti come criteri classificativi (ACR2010), grazie ai quali studiando approfonditamente ogni caso si può arrivare ad individuare con più facilità l’Artrite Reumatoide.

I criteri permettono di identificare con precisione alcuni sintomi che, associati a specifici ed esami bioumorali, permettono di individuare i pazienti che sono affetti da Artrite Reumatoide.

Artrite Reumatoide: diagnosi

Una delle cose che possono essere di aiuto nella diagnosi, è che solitamente all’inizio l’Artrite Reumatoide colpisce prima di tutto le piccole articolazioni, (polsi, mani, caviglie e piedi).

Nella fase successiva la patologia si sposta alle spalle, ai gomiti, alle ginocchia e infine, anche alle mandibole.

Trattandosi comunque di una malattia sistemica, può essere che vengano interessate anche altre zone del corpo che non hanno legami con le articolazioni, come ad esempio polmoni, cure, occhi, reni e cuore.

Una delle caratteristiche distintive dei sintomi dell’Artrite Reumatoide è che possono variare sia a livello di intensità che di durata. Inoltre, in generale i sintomi hanno un andamento ciclico a carattere recidivante, ovvero ci sono periodi di esacerbazione della sintomatologia, e altri invece in cui si ha una parziale remissione.

Nei periodi migliori gonfiore, dolore e disturbi vari possono attenuarsi o, in alcuni casi, anche scomparire. Nei momenti in cui è particolarmente attiva l’infiammazione, possono insorgere sintomi molto simili a quelli che si hanno quando si è colpiti da influenza, ai quali si associano spesso senso di malessere generale, perdita di appetito e calo ponderale dovuto appunto alla mancanza di appetito.

Come si cura l’Artite Reumatoide

Premesso che non esiste una cura definitiva a questa malattia, i medici somministrano ai pazienti colpiti da Artrite Reumatoide medicinali che sono indirizzati a ridurre l’infiammazione e il dolore nelle articolazioni, altri tipi di medicinali che hanno lo scopo di andare a rallentare i danni alle articolazioni o se possibile prevenirli, e infine, medicinali che siano dedicati alla limitazione della disabilità per garantire ai pazienti una vita più attiva possibile.

Vedi anche l’articolo di approfondimento sulla differenza tra artrite e artrosi, quello specifico sull’artrite o ancora quello specifico sull’artrosi.

L’Artrite Reumatoide essendo una malattia cronica, ovvero che persiste nel tempo, prevede la somministrazione di terapie prolungate e spesso anche continuative. Sono pochi i pazienti che riescono a guarire completamente, e nella maggior parte dei casi la cura si protrae per lunghissimo tempo.

E’ essenziale cominciare le cure il prima possibile, ovvero prima che le articolazioni infiammate arrivino a danneggiarsi al punto da non poter più essere curate.

Vediamo quali sono i farmaci a cui si rivolgono i medici per trattare questa patologia:

Farmaci sintomatici

Sono quelli che vengono dati allo scopo di alleviare i disturbi causati dalla malattia.

Tra questi i più comuni sono gli analgesici, gli anti-infiammatori non steroidei (i cosiddetti FANS) come ibuprofene, naprossene, diclofenac e così via, e infine, i cortisonici.

Farmaci anti-reumatici

Questi sono volti a modificare il decorso della malattia, i quali servono a migliorare notevolmente i disturbi, la funzionalità delle articolazioni e quindi, migliorare la vita dei pazienti laddove possibile.

Uno dei primi farmaci che viene somministrato appena individuata la malattia è il metotrexato, che però è conosciuto per produrre in alcuni casi effetti collaterali come inappetenza, diarrea e mal di testa.

Farmaci biologici

Tra gli ultimi ritrovati nella cura del’Artrite Reumatoide ci sono i farmaci biologici, che sono nello specifico prodotti che vanno ad agire sulle molecole prodotte da cellule del sistema immunitario.

Quando si fa ricorso a questo tipo di medicinali? I medici vi ricorrono quando le cure convenzionali non sono efficaci. Le agenzie del farmaco hanno dato l’ok all’adalimumab, l’anakinra, l’etanercept e molti altri della stessa “famiglia” di medicinali.

Tra le caratteristiche interessanti che hanno questi medicinali è che, laddove si verificano, gli effetti collaterali sono di lieve entità. Solitamente sono manifestazioni nella zona delle iniezioni, mal di testa e anche comparsa di febbre. In rari casi, si è registrato il riattivarsi di un’infezione tubercolare già esistente.

Migliore Terapia per l’Artrite Reumatoide: In conclusione

Per concludere, possiamo osservare che la terapia migliore per l’Artrite Reumatoide richiede un approccio multispecialistico.

In pratica, è essenziale che ci sia una completa collaborazione tra diversi medici specialisti, quali reumatologi, medici di medicina generale, psicologi, fisiatri e ortopedici.