Artroscopia

Se qualche volta nella vita vi è capitato di sentire parlare di artroscopia, ma non sapete nello specifico di cosa si tratta, nel nostro articolo entreremo nel dettaglio di questo argomento per andare a spiegare cosa sia, a cosa serve, in quali casi è necessaria e alla fine, quale sia il recupero post-operatorio.

Artroscopia

Cos’è l’artroscopia

L’artroscopia, conosciuta anche con il termine chirurgia artroscopica, è di fatto una procedura medica grazie alla quale si può operare all’interno delle articolazioni senza doverle aprire.

Grazie a questo tipo di intervento, i chirurghi hanno la possibilità d’ispezionare e visionare in maniera diretta l’interno delle articolazioni. Per fare questo si avvalgono di particolari microscopi (detti artroscopi), che permettono di fare diagnosi accurate.

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In alcuni casi l’artroscopia diventa anche una procedura di tipo diagnostico, grazie alla quale il medico che la esegue può andare a localizzare l’esatta area interessata dalla patologia. Questo permette in seguito di andare ad eseguire il giusto intervento chirurgico per correggere la patologia.

Generalmente gli interventi di artroscopia durano dai 15-30 minuti con un Day Hospital, ma per quelli più complessi la durata può arrivare fino a un paio di ore.

Normalmente per un intervento di artroscopia viene effettuata l’anestesia locale, ovviamente dipende dal tipo di intervento, per quelli più lunghi e complessi potrebbe volerci l’anestesia totale.

A cosa serve l’artroscopia

In parte, alla domanda a cosa serve l’artroscopia si è risposto nel paragrafo precedente. Volendo andare più nello specifico, ma soprattutto per semplificare il discorso, possiamo dire che l’artroscopia è una moderna tecnica chirurgica grazie alla quale si possono andare a eseguire interventi all’interno di un’articolazione.

E’ possibile quindi, andare a operare nella spalla, nell’anca, nel ginocchio e infine, nella caviglia, il tutto senza andare a fare alcuna incisione nella capsula articolare, se non in alcuni sporadici casi, ma comunque per pochi millimetri.

Quando è necessario sottoporsi ad artroscopia

Ci sono delle situazioni che, in seguito ad un’accurata diagnosi medica, richiedono che il paziente venga sottoposto ad artroscopia. Ecco quali sono:

Artrosi o osteoartrosi

Artrosi o osteoartrosi, si tratta di patologie che hanno carattere cronico degenerativo delle articolazioni. Si tratta di una situazione che provoca infiammazione, dolore e rigidità articolare.

Sinoviti

Sinoviti, si tratta di infiammazioni che colpiscono la membrana sinoviale, che, come sappiamo, contiene quello che è conosciuto con il nome di liquido sinoviale.

Cisti di Baker

Cisti di Baker, la presenza di queste cisti è sintomo di un accumulo di liquido sinoviale all’interno di uno specifico punto dell’articolazione. Quello che genera la loro presenza è gonfiore e rigidità articolare.

Spalla congelata

Spalla congelata, si tratta di un nome dato a quella patologia per la quale i pazienti lamentano dolore, limitazione dei movimenti e rigidità articolare all’altezza appunto della spalla.

Rottura di legamenti, tendini e menischi

Rottura di legamenti, tendini e menischi, si tratta di una situazione che di norma è dovuta a traumi di tipo sportivo, ma che non è detto possa verificarsi anche in campi diversi.

Disordini temporomandibolari

Disordini temporomandibolari, come dice il nome stesso, si tratta di una problematica legata all’articolazione che si trova tra la parte inferiore della mandibola (detta anche mascella inferiore) e l’osso temporale del cranio.

Artrofibrosi

Artrofibrosi, di solito di tratta di una manifestazione che avviene in seguito ad un trauma subito. Si tratta infatti della formazione di tessuto cicatriziale all’interno dell’articolazione. E’ solitamente una situazione che va notevolmente a limitare il normale movimento articolare.

Protuberanze ossee

Protuberanze ossee, parliamo in questo caso di neoformazioni di tessuto osseo, le quali vanno a svilupparsi in modo assolutamente anomalo e senza una ragione precisa.

Recupero post-operatorio

Una volta che ci si è sottoposti ad intervento in artroscopia, qual è il recupero post-operatorio? Andiamo a vedere le fasi che seguono all’intervento. Le prime due cose su cui andiamo a porre l’attenzione sono legate ai momenti appena successivi all’intervento. Ecco di cosa parliamo:

Postumi dell’anestesia

Quello che possiamo avvertire in seguito all’operazione, e che è legato prettamente all’anestesia che ci è stata fatta, è stanchezza, confusione, stordimento e giramenti di testa. La loro manifestazione è inizialmente molto pesante, ma nel giro di qualche ora vanno diminuendo per poi scomparire del tutto nel giro di 24 ore.

In questa fase è bene essere sempre seguiti da qualcuno, dunque, quando ci si sottopone ad un intervento come questo è sempre bene farsi accompagnare da un amico o da un parente.

Postumi dell’intervento

Per quanto riguarda invece i postumi dell’operazione, è chiaro che neo primi giorni si possa avvertire dolore e ci sia presenza di gonfiore nell’area operata.

Questi sintomi non devono creare panico, perché sono conseguenze normali dovute all’intervento.

Nel caso tali manifestazioni dovessero protrarsi oltre i tempi indicati dai medici, è bene consultarli per avere la certezza che tutto sia nella norma.

Come affrontare il periodo post-operatorio

E’ possibile durante la fase di recupero fare alcune cose per affrontare il periodo post-operatorio. Ecco cosa:

Assumere antidolorifici

Assumere antidolorifici per lenire il dolore che si avverte, specialmente nei primi giorni che seguono all’intervento, si possono prendere gli antidolorifici classici come il paracetamolo.

Nel caso il paziente non abbia allergie, o patologie che prevedono controindicazioni specifiche, è possibile anche assumere l’aspirina.

Impacchi di ghiaccio

Impacchi di ghiaccio altro interessante sono un rimedio contro il dolore e il gonfiore, che non prevede l’assunzione di medicinali, è quello di fare impacchi di ghiaccio.

Questo rimedio naturale se usato nel modo corretto è molto efficace e ovviamente privo di effetti collaterali.

Si tratta di un trattamento da eseguire la prima settimana, applicando il ghiaccio almeno 4-5 volte al giorno, per un periodo di tempo di 20 minuti massimo.

Riposo

Il Riposo è ovviamente uno dei rimedi ottimali per facilitare la diminuzione sia del dolore che del gonfiore.

Tenere sollevata la gamba interessata

In caso di intervento agli arti inferiori, una cosa ottima da fare per limitare il gonfiore è quello di tenere sollevata la gamba che è stata sottoposta ad intervento in artroscopia.

Tempi di recupero dopo l’artroscopia

I tempi di recupero non sono uguali per tutti, dunque, non vi è un dato preciso in questo senso. A incidere su di essi ci sono almeno 4 fattori:

Tipo di intervento eseguito

E’ ovvio che non tutti i tipi di intervento hanno gli stessi tempi di recupero, ad esempio una ricostruzione del legamento crociato anteriore del ginocchio avrà tempi di recupero più lunghi di una semplice meniscectomia (asportazione di un piccolo pezzo di menisco).

Caratteristiche del paziente

In questo parametro rientrano età del paziente, stato di salute generale al momento dell’intervento e così via.

L’attività lavorativa del paziente

Se il paziente ha un lavoro di fatica, guarirà più tardi di uno che invece svolge un’attività più sedentaria.

Cura di se stessi

Con questo si intende quanto il paziente segue o meno le indicazioni fornite dal medico per quanto riguarda le cose da fare dopo l’intervento.

Per fare alcuni esempi, affidarsi a un fisioterapista per la riabilitazione, richiedere una visita nel caso si avvertano dolori insoliti e così via.