Artrite reumatoide giovanile

Tutti conosciamo, per esperienza o per sentito dire, il dramma dell’artrite reumatoide. Una malattia autoimmune che blocca progressivamente le articolazioni e che ha complicanze talmente gravi da portare anche alla morte. La si associa per lo più a soggetti anziani, o comunque adulti, ma riguarda tutti. Purtroppo anche i più giovani. Non sempre la si riconosce perché in medicina viene identificata con altri nomi: artrite cronica oppure artrite idiopatica giovanile (AIG). In realtà entrambi i nomi indicano una forma di artrite reumatoide giovanile di lunga durata che si manifesta quasi esclusivamente nei giovani e nei bambini.

Artrite reumatoide giovanile

Artrite reumatoide giovanile: cos’è, quante tipologie esistono?

L’artrite reumatoide giovanile è, come il suo corrispettivo adulto, il frutto di una anomalia genetica che porta il sistema immunitario a dare risposte incoerenti. Le cellule che dovrebbero difendere il corpo “impazziscono” e attaccano, invece, le parti sane. In questo caso attaccano le articolazioni causando l’infiammazione delle membrane che le rivestono. Queste diventano più spesse, si riempiono di liquido e a lungo andare si irrigidiscono portando a dolore, immobilità e consumazione di tendini e ossa. In situazioni molto gravi da questo derivano anche infezioni fatali.

Esistono diversi tipi di artrite reumatoide giovanile. Tra le più diffuse se ne contano sei.

  • L’artrite reumatoide sistemica che può attaccare diverse parti del corpo, non solo le articolazioni ed è molto comune nei bambini;
  • artrite poliarticolare, fa infiammare tutti i tipi di articolazione ed è comune tra gli adolescenti, meno tra i bambini;
  • artrite oligoarticolare, la più comune e diffusa, insorge dopo i 6 anni di età e attacca le articolazioni maggiori (ginocchia, spalle, gomiti…);
  • artrite psoriasica, legata cioè alla malattia infiammatoria della psoriasi, si manifesta a tutte le età con eruzioni cutanee, problemi alle unghie, dolori alle microarticolazioni;
  • entesite, ovvero infiammazione dei tendini e delle membrane che li ricoprono;
  • iridociclite, una rara malattia che infiamma gli occhi e che in molti sospettano legata alla AIG sebbene ad oggi i risultati non abbiano portato conferma.

Cause dell’artrite reumatoide giovanile

L’artrite reumatoide giovanile è una malattia genetica ma non ereditaria. O almeno, su questo fronte si sta ancora studiando ma finora non pare vi siano legami con la presenza della AIG in parenti dei soggetti. Tuttavia c’entra un gene anomalo che sconvolge il sistema immunitario totalmente.

La causa scatenante dei sintomi è l’azione scriteriata del sistema immunitario che comincia ad attaccare le cellule sane del corpo, il quale ovviamente si difende. Ma si difende contro se stesso, da cui il grave danno. Gli studi sono ancora in corso e attualmente non si ha idea di quale sia la vera e propria scintilla che scatena l’AIG. Ovvero cosa determini quella anomalia genetica in quel soggetto particolare e in quel particolare momento della vita.

Sintomi da capire

Non esiste un modo per diagnosticare con certezza l’artrite reumatoide giovanile, dunque si va “ad esclusione”. Il medico si prende da sei settimane a sei mesi di tempo per valutare e questo perché, in base ai sintomi, deve fare mille ipotesi e gli esami adeguati per escluderle tutte. In assenza di risposte, infine, si capirà che è una vera e propria artrite reumatoide.

Il sintomo più evidente – specie nei bambini – è la “posizione antalgica”. Si chiama così una posa o un modo di piegare un arto che appare innaturale e che la persona assume per contrastare un forte dolore articolare. I bambini che “stanno storti” troppo spesso potrebbero star cercando sollievo al dolore della AIG. Nelle prime settimane di manifestazione della malattia, poi, compare anche la febbre. Infine le eruzioni cutanee, associate al dolore e alla febbre allo stesso tempo, devono insospettire sempre.

Altri sintomi si aggiungono più tardi, a seconda del tipo di AIG che si manifesta. Ad esempio, ingrossamento delle giunture delle articolazioni, infiammazione continua degli occhi (nel caso della iridociclite), iper sensibilità alla luce e dolori al piede (nel caso della entesite), prurito e gonfiore delle dita (psoriasica) e così via.

Come si cura l’artrite reumatoide giovanile

Dato che non si sa la causa non esiste una cura per l’artrite reumatoide giovanile. Esistono però cure che mirano a rendere i sintomi sopportabili, dato che dureranno per tutta la vita. Una volta capito che si ha a che fare con l’AIG devono lavorare in squadra, e supportare i familiari del ragazzo, un reumatologo pediatrico, un chirurgo ortopedico, un fisiatra, un fisioterapia, un oculista.

Si deve tentare di alleviare innanzi tutto i dolori, poi la rigidità articolare, infine le complicazioni che man mano sorgeranno: quelle agli occhi, alla pelle, alle ossa, le possibili infezioni interne, le deformazioni. Per far questo esistono dei farmaci molto potenti, che si cambiano spesso perché a volte, specie nei bambini, si scontrano con una malattia che non reagisce e dunque bisogna trovare la combinazione giusta.

Si utilizzano farmaci anti infiammatori non steroidei, i famosi FANS. Farmaci minori si aggiungono in seguito per sostenere il lavoro dei primi, e tra i farmaci minori il più famoso ed efficace è il Metotrexate, sebbene anche Leflunomide. I farmaci corticosteroidi sono molto ricercati ma il loro utilizzo è limitato per via dei troppi effetti collaterali. Di recente si parla sempre più anche di metodi naturali e omeopatici a supporto di chi non tollera le medicine, o non le vuole! Ma l’effetto di questi ultimi farmaci è più lento e meno duraturo.

Per dare sollievo al malato, si interviene anche con infiltrazioni direttamente nelle articolazioni interessate, con farmaci cortisonici. Queste si ripeteranno al massimo quattro volte l’anno. Infine, una costante per tutta la vita, la riabilitazione fisioterapica.

Si può prevenire l’artrite reumatoide giovanile?

Purtroppo non si può prevenire una malattia come l’artrite reumatoide giovanile proprio perché non si sa né come né da dove venga. Ma capire bene i sintomi e capirli presto può favorire una diagnosi precoce. La malattia sarà già in atto, dunque nessuna prevenzione, ma presa per tempo può usufruire prima e più a lungo dei trattamenti di sollievo. Cosa che consente una miglior qualità della vita del soggetto malato. E allontana le complicazioni gravi consentendogli di vivere a lungo, mentre si attende che la ricerca tagli il traguardo.

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